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30 anni di Aptos: da Rafter e Murray alla Next Gen...

Soltanto sei tornei Challenger hanno superato il muro delle 30 edizioni. In questi giorni raggiunge il traguardo la tappa californiana di Aptos, che negli anni ha festeggiato le vittorie di due futuri numeri 1 come Pat Rafter e Andy Murray. Senza dimenticare la wild card richiesta da un ex numero 2 ATP...
30 anni di Aptos: da Rafter e Murray alla Next Gen...
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Riccardo Bisti
11 agosto 2017

Correva l'anno 1988 quando la cittadina di Aptos, California, si tuffava nel circuito mondiale con l'organizzazione di un torneo Challenger. In questi giorni, uno degli eventi più longevi del tour minore sta vivendo la sua 30esima edizione e si è già preso un bella visibilità grazie al tweener-lob del simpatico Alexander Bublik. Ma Aptos è molto di più: Paul Kepler, direttore in 27 delle 30 edizioni, può raccontare di aver premiato due futuri numeri del mondo (Pat Rafter nel 1993 e Andy Murray nel 2005) oltre a diversi ottimi giocatori. Nel corso del tempo, il torneo si è costruito una bella reputazione: i giocatori partecipano volentieri ed è capitato che un ex numero 2 ATP chiedesse un invito dell'ultim'ora. “Nel corso degli anni abbiamo avuto tante wild card interessanti – ha detto Kepler – una delle storie più interessanti risale a un paio d'anni fa, quando ci eravamo tenuti una seconda wild card dopo aver dato la prima a Taylor Fritz. Aveva appena vinto a Kalamazoo ed era in grande ascesa. Ma poi, una settimana prima del torneo, ci ha chiamato Tommy Haas. Pensava di tornare a giocare e voleva mettere qualche match sulle gambe. Non solo ha chiesto una wild card, ma si è informato su qualche casa privata nei paraggi. Non solo lo abbiamo invitato, ma lo abbiamo anche ospitato. Purtroppo ha perso al secondo turno, ma sono stati 3-4 giorni molto divertenti”. Il torneo si gioca in un piccolo circolo, il Seascape Sports Club, che però si trova in un luogo eccezionale: la spiaggia è a due passi, l'oceano pacifico è sullo sfondo. E la città di San Francisco è ad appena 130 chilometri di distanza.

UN BEL CAMPO DI PARTECIPAZIONE
Si tratta del sesto Challenger più longevo al mondo, il secondo negli Stati Uniti alle spalle di Winnetka (l'evento più antico è la tappa messicana di San Luis Potosi, nata nel 1980). Negli ultimi due anni, ha sempre vinto la testa di serie numero 1: John Millman nel 2015 e Dan Evans nel 2016. “Un paio d'anni fa mi dissero che una maledizione aleggiava sulla prima testa di serie – racconta Millman – sono stato ben felice di interrompere questa maledizione. Aptos è un posto bellissimo, vicino al mare, mi ricorda un po' casa mia in Australia”. L'edizione 2017 vedeva ai nastri di partenza ben sei giocatori della Next Gen ATP: non soltanto Taylor Fritz, ma anche Casper Ruud, Quentin Halys, Noah Rubin, Akira Santillan e il già citato Alexander Bublik. Nei quarti sono rimasti in tre: Fritz, Bublik e Santillan. Tra l'altro c'erano quattro top-100 ATP: Jaziri, Thompson, Laaksonen e Bemelmans. Davvero un buon bottino, superiore alla media dei Challenger. Lo scorso anno, Evans (oggi sospeso in via precauzionale in vista del processo doping) batté in finale Cameron Norrie. “La cosa più bella del torneo è la location – dice Norrie – inoltre c'è un clima stupendo. Il club è fantastico, le persone sono simpatiche e generose. Ti sembra di essere nel torneo giusto”. Se la classifica non consente di andare al Canadian Open, non c'è modo migliore per preparare lo Us Open. Anche se poi, per raggiungere New York, bisogna attraversare tre fusi orari...