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La fortuna lo aiuta, ma Seppi è audace

Ripescato come lucky loser dopo la sconfitta nelle qualificazioni, Andreas Seppi conquista il secondo turno all'ATP 500 di Rotterdam, battendo in tre set Joao Sousa. L'altoatesino ci aveva perso due volte su due, ma sul veloce al coperto, quando il servizio funziona, il suo tennis ha qualche soluzione in più. Secondo turno con Alexander Zverev.
La fortuna lo aiuta, ma Seppi è audace
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Marco Caldara
12 febbraio 2018

In uno sport strano come il tennis, che ogni giorno offre ai suoi contendenti una pagina nuova da riempire, può succedere che sia meglio perdere nelle qualificazioni piuttosto che superarle. Un controsenso che conta su vari esempi nella storia, ed è appena stato ribadito all’ATP 500 di Rotterdam da Andreas Seppi. Il torneo dell’altoatesino sembrava terminato domenica pomeriggio, con la sconfitta contro Martin Klizan al turno finale delle qualificazioni, invece il forfait di Jo-Wilfried Tsonga per il problema al braccio accusato a Montpellier gli ha regalato comunque un posto nel main draw, e mentre il suo carnefice ha pescato Feliciano Lopez e salutato l’Olanda, l’azzurro si è guadagnato il secondo round, spuntandola per 6-4 1-6 6-2 contro Joao Sousa. L’urna gli ha dato una bella mano, perché anche se il portoghese i suoi due titoli ATP li ha vinti sul veloce indoor (compreso un 500, nel 2015 a Valencia), era comunque uno degli avversari più abbordabili dell’intero tabellone. Va detto che nella serata dell’Ahoy c’erano comunque da ribaltare due precedenti negativi, ma in certe condizioni di gioco Seppi è superiore e il suo tennis ha più soluzioni, come emerso chiaramente fra primo e terzo set. L’allievo di Massimo Sartori si è fatto scappare il secondo in un amen, ma nel terzo ha subito messo di nuovo le cose a posto. È stato decisivo il rendimento con la prima di servizio, un colpo che negli ultimi anni ha fatto buoni progressi, e in questo avvio di stagione si sta rivelando determinante per il suo tennis, nel bene e nel male. Se la percentuale è alta, Andreas riesce a prendere in mano il pallino del gioco e il resto viene di conseguenza, mentre quando è costretto a servire troppo spesso la seconda (forse il suo più grande punto debole) diventa troppo vulnerabile.

SECONDO TURNO CON “SASCHA” ZVEREV
Nel secondo set il portoghese, numero 68 della classifica ATP, ha avuto vita relativamente facile, e lo 0-30 in suo favore nel game d’apertura del terzo non lasciava presagire nulla di buono per Seppi. Invece Andreas è rimasto a galla, il primo break l’ha trovato lui e poi l’ha conservato, approfittando anche dell’atteggiamento un po’ remissivo del portoghese. Sousa è stato numero 28 del mondo, ma a occhio e croce ha già fatto il massimo che il suo tennis gli può consentire. Non ha un colpo in grado di far davvero male, ha precisi limiti tecnici, evidenziati dalla scelta di girare spesso intorno alla palla per colpire di diritto (può funzionare sulla terra, meno sul veloce al coperto), e anche un atteggiamento non sempre impeccabile. Quando le cose non funzionano tende a innervosirsi un po’ troppo, parlotta dopo ogni punto perso, si lamenta in continuazione in direzione del suo angolo, finendo per farsi del male da solo. È andata così nell’ultima parte del match: nel settimo game ha mancato due palle-break che l’avrebbero rimesso in partita, e nel gioco successivo è andato in tilt. Ha salvato un primo match-point con un ace di seconda, il secondo con un buon servizio al centro, ma da destra ha sempre pasticciato e sulla terza palla-match ha commesso un doppio fallo, consegnando a Seppi un secondo turno che all’ABN AMRO World Tennis Tournament aveva raggiunto solamente una volta nelle ultime quattro apparizioni. Se lo giocherà contro Alexander Zverev, con l’obiettivo di rimediare alla scoppola subita lo scorso anno a Monte Carlo. Sulla terra del Country Club finì 6-1 6-2 per il futuro campione degli Internazionali d’Italia, ma ci sono le premesse per vedere quantomeno un match diverso.

ATP 500 Rotterdam - Primo turno
Andreas Seppi (ITA) b. Joao Sousa (POR) 6-4 1-6 6-2

La fortuna lo aiuta, ma Seppi è audace