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Diventare italiano sognando il Foro

Ingolosito dalla possibilità di giocare le pre-qualificazioni degli Internazionali d'Italia e (soprattutto?) dai corposi montepremi in palio negli Open BNL, il 24enne argentino Dante Gennaro, numero 552 della classifica ATP, ha deciso di rappresentare il tricolore. Da under 18 è stato fra i top-100 del ranking ITF, e in passato si è allenato con Guillermo Coria.
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Marco Caldara
13 March 2018

Agli appassionati più attenti, che tutti i lunedì spulciano la classifica ATP da cima a fondo, la novità non è sfuggita: dallo scorso lunedì l’Italia del tennis ha guadagnato un nuovo giocatore, che fino a qualche giorno prima difendeva i colori dell’Argentina. Si tratta di Dante Gennaro, classe 1993 da San Lorenzo e numero 552 della classifica mondiale, col rovescio a una mano che ricorda quello di Pablo Cuevas, un passato sotto la guida del “Mago” Guillermo Coria e trascorsi da top-100 a livello juniores, non ancora confermati fra i professionisti. Insomma, un giocatore normale che frequenta i tornei Futures, con qualche prospettiva di crescita dettata dal fatto che i suoi migliori risultati (due finali: una in Turchia e una in Tunisia) siano arrivati nel finale della scorsa stagione, la più brillante in carriera, chiusa con un balzo avanti in classifica di oltre 400 posizioni. La domanda viene spontanea: come mai, a quasi 25 anni e dopo una carriera costruita in Argentina, la scelta di sfruttare le chiare origini italiane per iniziare a rappresentare il Belpaese? La risposta è arrivata dal diretto interessato, che ne ha parlato al portale argentino Diario Sintesis. “È soprattutto per un’esigenza della Federazione Italiana – ha spiegato Gennaro –, perché è necessario per poter partecipare ai tornei di pre-qualificazione per i tradizionali Internazionali d’Italia, uno dei Masters 1000 più importanti del circuito. Questi tornei di pre-qualificazione offrono al vincitore 4.000 euro (per l’esattezza sono 3.500, ndr) e un posto per le pre-qualificazioni che si giocano al Foro Italico. Un’occasione che non voglio mancare”.

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PRE-QUALIFICAZIONI SOLO PER ITALIANI
Dopo che negli anni scorsi era capitato che una delle wild card per le qualificazioni degli Internazionali finisse nelle mani della svizzera Lisa Sabino, la Federtennis ha deciso di limitare ai soli giocatori italiani (“in grado – si legge nel regolamento – di rappresentare l’Italia in una competizione internazionale a squadre”) non solo il torneo finale che si gioca al Foro Italico la settimana prima degli Internazionali, ma anche i 23 tornei Open BNL di pre-qualificazione, scattati il mese scorso. Appuntamenti che negli ultimi anni, in virtù di un montepremi che per la prova maschile supera i 10.000 euro – il 70% dei quali finanziati dalla FIT – per tanti giocatori sono diventati un modo per far cassa, e raccogliere un buon bottino economico. Specialmente nel periodo estivo, quando in Sudamerica non ci sono tornei mentre l’Italia offre Futures e Challenger ogni settimana, la Penisola si popola di tennisti argentini, che arrivano per giocare i tornei internazionali, ma vista la presenza sul territorio partecipano anche ai Campionati a squadre e ai tornei Open, buone occasioni per far fruttare economicamente la lunga trasferta. Per esempio, lo scorso anno Gennaro ha giocato qualche partita del campionato di Serie B con lo Sporting Bisceglie, in Puglia, mentre ora risulta tesserato in un piccolo club di Roma, il Play Pisana Ssd. Dalle sue parole è facile intuire che, una volta scoperta la possibilità di disputare gli Open BNL, Gennaro abbia deciso di sfruttare il doppio passaporto per effettuare il cambio di nazionalità, così da avere una possibilità in più di competere e raccogliere soldi extra, col sogno di un posto agli Internazionali.

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I CASI DI BAHAMONDE E CIURLETTI
Ma non è tutto, perché sempre nelle sue dichiarazioni rilasciate a Diario Sintesis, il tennista sudamericano ha detto che in più la naturalizzazione gli apre la possibilità di ricevere degli inviti per i tornei Challenger. Vista l’età è difficile che la carriera di Gennaro possa ricevere il supporto (economico o di wild card) da parte della Federtennis, e l’augurio è che la sua sia solamente una speranza, visti i precedenti storici non proprio felici. Negli anni scorsi, infatti, partendo da un’idea dell’ex direttore tecnico Edoardo Infantino la Federtennis aveva naturalizzato due giovani argentini, aprendo i rubinetti e le porte del Centro Tecnico di Tirrenia a Francisco Bahamonde e Andres Gabriel Ciurletti, con l’obiettivo di potenziare il bacino di speranze del nostro tennis. Col senno di poi si può dire che non è andata benissimo: il ventunenne Bahamonde, il cui passaggio sotto il tricolore aveva scatenato non poche polemiche sia in Italia sia nel suo paese d’origine, ha praticamente abbandonato nell’estate del 2016 l’idea di diventare un tennista professionista, nonostante fosse salito al numero 344 ATP, e da allora se n’è tornato a casa sua a Mendoza e si è iscritto all’Università, solo un anno dopo il via dell’esperienza italiana. Mentre Ciurletti, che con Bahamonde condivideva l’appartamento nella foresteria del Centro Federale, fa ancora parte dei progetti targati FIT e continua ad allenarsi a Tirrenia, ma a 20 anni è impantanato al numero 1.398 della classifica ATP. Non esattamente quello che ci si augurava nel 2015.