BANDA ROSSA

Cincinnati: nella notte l'esordio di Federer e Serena

0

Speciale EICMA 2015

Scorri le marche in verticale

Vota e vinci la moto più bella del Salone di Milano

Undicesima edizione del concorso "Vota e vinci la moto più bella del Salone".

La retorica inganna i Laureus Awards

Lo storico doppio Federer-Nadal della Laver Cup è stato selezionato da Laureus per entrare a far parte dei cinque momenti sportivi più importanti dell’anno. Per tutto il mese di dicembre concorrerà online con altri “candidati” per arrivare all’ultima votazione di febbraio. È stato un momento davvero simbolico, ma lo spirito del premio è un altro.
La retorica inganna i Laureus Awards
0
Marco Caldara
4 December 2017

Grazie al doppio Federer-Nadal sceso in campo nella prima edizione della Laver Cup, c’è anche il tennis nella lista dei momenti sportivi del 2017 candidati per il Laureus Best Sporting Moment of the Year. I membri della Laureus World Sports Academy, una lista di 62 sportivi o ex di alto livello (fra cui cinque tennisti: Becker, Li, Nastase, Navratilova e Seles), ne hanno scelti un totale di trenta, divisi in sei al mese per cinque mesi. Spetta al pubblico la possibilità di votare da agosto a dicembre uno dei cinque “finalisti”, che il prossimo 27 febbraio a Montecarlo saranno valutati dalla giuria del premio sportivo più famoso al mondo. Dicembre è l’ultimo mese e finalmente nella lista è spuntato il tennis, che nel pomeriggio di domenica 23 settembre ha vissuto un piccolo sogno. Il mondo della racchetta si è fermato ad ammirare un torneo di esibizione come se fosse una finale Slam fra i due più grandi rivali degli ultimi trent’anni, che per l’occasione erano addirittura dalla stessa parte del campo. Un momento storico tale da essersi guadagnato la candidatura in mezzo a tante scene sportive con sfaccettature meno agonistiche e molto più sociali. Per intenderci, l’ultima edizione del premio è andata a dei ragazzini del Barcellona, che dopo aver vinto un trofeo internazionale contro i giapponesi dell’Omiya Ardija di Saitama hanno consolato al centro del campo i loro avversari, letteralmente distrutti dopo la sconfitta per 1-0. Lo sport c’è eccome, ma è solo lo sfondo di qualcosa di molto più grande, come confermano anche i momenti premiati nei mesi scorsi. Ad agosto ha prevalso la storia di Thomas Danel, il bimbo di sei anni fan di Kimi Raikkonen, che al GP di Barcellona è scoppiato a piangere quando il suo idolo è uscito al primo giro, ma poi è stato invitato dalla Ferrari nell’hospitality per conoscerlo. A settembre quella del giovane Billy Monger, diciottenne pilota di Formula 4 che ad aprile a Donington ha perso entrambe le gambe, ma grazie all’appoggio del mondo della F1 (e a un invito di Lewis Hamilton al GP di Silverstone) è tornato a correre in auto a soli due mesi dall’incidente. A ottobre quella di Bradley Lowery, il bimbo malato terminale di cancro diventato il miglior amico di Jermain Defoe, calciatore del Sunderland e della nazionale inglese, che l’ha portato più volte in campo con sé e gli è stato vicino nei giorni della sua morte. A novembre, invece, il premio è andato alla rinascita della Chapecoense, la squadra di serie A brasiliana vittima di un terribile incidente aereo nel novembre del 2016.

La retorica inganna i Laureus Awards

LE “AVVERSARIE” DI FEDERER-NADAL
A competere insieme al doppio Federer-Nadal per l’ultima candidatura, invece, ci sono la storia di Kamel Zaroual, il fan dell’Olympique Marsiglia che si è fatto 2.000 chilometri in bicicletta per andare a vedere un match della sua squadra, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica contro il calo dell’attenzione verso la disabilità giovanile, e invece di limitarsi a battere il calcio d’inizio ha preso la palla ed è corso a segnare un gol dai mille significati. Poi c’è la grinta di Chris Bertish, che per raccogliere fondi per la famosa organizzazione Operation Smile ha trascorso tre mesi da solo nell’Oceano Atlantico su un Sup di tre metri scarsi, partendo dal Marocco, passando da Canarie e Caraibi, e arrivando in Florida, per un totale di 93 giorni e 7.500 chilometri percorsi. Oppure la forza d’animo di Lai Chi-Wai, un tempo fra i migliori interpreti al mondo dell’arrampicata sulla roccia, che a causa di un incidente è stato costretto alla sedia a rotelle. Oggi lavora come motivatore e a cinque anni dall’incidente ha completato una scalata di 500 metri in carrozzina, nei pressi di Hong Kong. Oppure ancora il bel gesto di un team di ragazzi brasiliani di basket, che invece di accettare l’invito della squadra che li aveva sconfitti a partecipare al posto loro alle finali nazionali (dove i primi non potevano recarsi per carenza di soldi) hanno deciso di finanziare la trasferta degli avversari; e per ultima la nuova tradizione del pubblico degli Iowa Hawkeyes di football, il cui stadio sorge proprio di fronte a un ospedale per bambini. Dopo il primo quarto di ogni partita, 70.000 persone si voltano insieme verso l’ospedale, rivolgendo un saluto ai malati, in segno di appoggio simbolico.

La retorica inganna i Laureus Awards

MOLTO SIMBOLICO, POCO SOCIALE
Tutte storie più toccanti e più importanti del doppio Federer-Nadal, e che ricalcano meglio il vero spirito del Laureus Best Sporting Moment Award, nato per celebrare “qualità come fair play, spirito sportivo e dedizione, e guardare oltre al risultato, con momenti che simboleggiano il vero valore dello sport, e portano il messaggio che lo sport ha veramente il potere di cambiare il mondo”. La candidatura del doppio Federer-Nadal viene presentata come “la più feroce rivalità nella storia del tennis” che si unisce per una giusta causa, come se lo spirito sportivo avesse spinto i due a dimenticare chissà quali ruggini per il bene della formazione dell’Europa. In realtà, chi segue il tennis con continuità sa benissimo che fuori dal campo fra Federer e Nadal – peraltro entrambi vincitori del Laureus come sportivo dell’anno: lo svizzero ha il record assoluto con quattro vittorie – c’è sempre stato un rapporto di rispetto e (vera) stima reciproca, e che per quanto lo spettacolo visto a Praga sia stato di grandissima qualità si trattava pur sempre di un’esibizione. Non hanno dovuto mettere da parte nessun contrasto e nemmeno il proprio orgoglio, e non sono stati costretti ad abbattere alcun limite. Sono semplicemente scesi in campo uno a fianco dell’altro, e c’è da scommettere che fossero entrambi felici di farlo. Sul serio. Un grande momento simbolico per il nostro sport, ma che ha ben poco a che fare con tutto il resto. E che non meriterebbe di prevalere su nessuno degli altri cinque solo perché i suoi protagonisti sono molto più noti e ammirati.