Passata la paura, è tornato il vero Federer

Il match difficile contro Ferrer è stato solo un caso: Roger Federer lo conferma regolando con un doppio 6-4 Roberto Bautista Agut, con il solito tennis super aggressivo del 2017, e conquista la semifinale a Montreal, da giocare contro Robin Haase. Pur avendo vinto due volte il "1000" del Canada, Roger non ci è mai riuscito in Quebec. È finalmente l’anno buono?
Passata la paura, è tornato il vero Federer
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Marco Caldara
11 agosto 2017

Essere Roger Federer ha un miliardo di aspetti positivi, dalla realizzazione umana e sportiva alla popolarità globale, il conto in banca e molto altro. Ma ha anche i suoi lati negativi: per esempio, per chi in carriera ha vinto praticamente tutto, non deve essere facilissimo trovare nuovi stimoli e nuovi obiettivi. La rinascita del 36enne di Basilea dice che lui ci è riuscito, con una ricetta facilissima: l’amore smisurato per ciò che fa e la voglia di continuare a essere un giocatore di tennis. E ora che è tornato grande, di obiettivi ne ha davanti due a breve termine. Il più importante è la possibilità di rendere ancora più corposo il suo record di 302 settimane da numero uno del mondo, mentre quello ancor più vicino è di conquistare per la prima volta il Masters 1000 del Canada sul cemento di Montreal. Federer ha già vinto per due volte la Rogers Cup, nel 2004 e nel 2006, ma la particolarità dell’appuntamento canadese, che di anno in anno alterna la prova maschile e quella femminile fra Toronto e Montreal, ha fatto sì che lo svizzero non sia mai riuscito a vincere in Quebec, perché entrambi i suoi successi sono arrivati a Toronto. Addirittura, a Montreal ha giocato solamente una finale nel lontano 2007, segno di un feeling tutt’altro che brillante col torneo. Ma nel suo magico 2017, in cui ha perso solamente due partite e sta trasformando in oro tutti i grandi tornei che decide di toccare con la racchetta, anche il tabù Montreal sembra pronto a essere sfatato. L’ha detto il quarto di finale vinto con un doppio 6-4 contro Roberto Bautista Agut, che ha cancellato le perplessità sorte il giorno prima nel match poco brillante contro David Ferrer ed è tornato a mostrare il Federer di quest’anno, determinato a vincere tutto e sempre. Con un look un tantino diverso per via di un filo di barba più del solito, ma il solito tennis aggressivo, preciso e cinico.

Passata la paura, è tornato il vero Federer

PRIMA IL TITOLO, POI LA CORSA AL N.1
Per battere il coriaceo spagnolo gli sono bastati appena 68 minuti, giocati col piede sempre calcato sull’acceleratore e la bellezza di 25 discese a rete, andate a buon fine in 21 occasioni. Federer ha perso la battuta solo una volta, in un secondo game del secondo set che ha fatto da intermezzo fra due break ottenuti. E se il primo se n’è andato immediatamente, il secondo è stato quello buono per solcare la distanza decisiva, raccogliere la 34esima vittoria dell’anno e la semifinale, e continuare la corsa verso il suo 27esimo titolo a livello Masters 1000, il terzo dell’anno. “Viste le condizioni di gioco – ha detto Federer al microfono ESPN di Brad Gilbert –, in questo torneo l’aggressività paga. Mi sentivo bene nei pressi della rete, quindi perché non passare più tempo lì piuttosto che a fondo campo? Ho giocato a un buon ritmo, e sicuramente è andata meglio rispetto a ieri”. Le assenze di Murray e Djokovic gli hanno semplificato la vita in partenza, e la sconfitta di Nadal contro Shapovalov l’ha lasciato l’unico big in gara, in un tabellone che ha perso presto un sacco di protagonisti. Oltre a Federer e Bautista Agut, l’unica testa di serie approdata ai quarti di finale è Alexander Zverev, che però è nella parte alta del tabellone, tanto che a contendergli un posto in finale Federer troverà Robin Haase, mai così avanti in un Masters 1000. Un’occasione d’oro per conquistare la finale senza spendere troppe energie, e fare un altro passo avanti verso il primo titolo in Quebec e anche il numero uno del ranking ATP, traguardo ormai visibile a occhio nudo. “La classifica è connessa al livello di gioco. Pensavo che mi sarebbero serviti più mesi per poter puntare al numero uno, ma ora che Rafa è stato eliminato posso guadagnare altri punti”. Quest’anno gli sta funzionando tutto a meraviglia, difficile immaginare che manchi proprio l’obiettivo più prezioso.

MASTERS 1000 MONTREAL – Quarti di finale
Roger Federer (SUI) b. Roberto Bautista Agut (ESP) 6-4 6-4
Robin Haase (NED) b. Diego Schwartzman (ARG) 4-6 6-3 6-3

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