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Si chiamava Melicharova, ma oggi è americana

La curiosa vicenda di Nicole Melichar: nata in Repubblica Ceca da genitori del posto, si è trasferita negli Stati Uniti da bambina e rappresenta orgogliosamente la bandiera a stelle e strisce. Grazie alle assenze altrui, esordirà in Fed Cup proprio nella finale di Praga. “Non rinnego le mie origini, ma sono americana. E possiamo farcela”.
Si chiamava Melicharova, ma oggi è americana
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Riccardo Bisti
7 November 2018

Non ci sarà il fascino e l'impatto emotivo di 32 anni fa, quando Martina Navratilova tornò a Praga da avversaria. Era scappata undici anni prima in cerca di libertà, per sfuggire all'opprimente sistema dell'ex Cecoslovacchia. L'avrebbe trovata negli Stati Uniti e nel 1986 contribuì al successo al team americano nell'allora Federation Cup, in un weekend colmo di lacrime e commozione. Oggi sogna di imitarla Nicole Melichar. Fino a qualche tempo fa era una sconosciuta, oggi è top-20 nel ranking WTA di doppio, ha giocato la finale a Wimbledon (peraltro vincendo il misto) e, grazie all'impressionante serie di forfait, è stata convocata per la finale di Fed Cup, la “Mission Impossible” che le americane avranno a Praga. Scenderà in campo soltanto se Danielle Collins e Sofia Kenin riusciranno ad artigliare due punti in singolare. In quel caso, si deciderebbe tutto al doppio di spareggio. E allora tornerebbero le lacrime e la commozione provate dalla Navratilova nel 1986. Motivo? La Melichar è nata in Repubblica Ceca, a Brno, da genitori cechi. Da bambina si è trasferita negli Stati Uniti e il suo vero cognome (Melicharova) è sfumato nelle abitudini yankee. “Anche se sono orgogliosa della cultura e e della provenienza dei miei genitori, il mio paese rimangono gli Stati Uniti”. 25 anni compiuti il 29 luglio, ha vinto due titoli WTA a Praga (guarda un po'...) e Tianjin, ma è ricordata soprattutto per la finale a Wimbledon insieme a Kveta Peschke (guarda un po', ceca...). Il titolo è sfumato in tre set contro Katerina Siniakova e Barbora Krejicikova (curiosamente, sua concittadina), probabili avversarie nell'ipotesi di un 2-2 alla O2 Arena. Ipotesi remota, ma non del tutto impossibile. Nicole non ha mai giocato in Fed Cup, ma i suoi risultati hanno attirato l'attenzione della capitana Kathy Rinaldi, che l'ha subito scelta vista l'indisponibilità di Bethanie Mattek Sands, tornata competitiva dopo il tremendo infortunio dell'anno scorso.

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"NON PARTIAMO BATTUTE"
“Sono molto orgogliosa di rappresentare gli Stati Uniti – ha detto – adoro il nostro capitano, mi segue e sostiene sin da quando ero piccola. È un onore giocare contro il Paese di cui sono originaria, ma è ancora più bello rappresentare quello che sento mio. Avverto un mix di sensazioni, ma credo che sia un modo speciale per iniziare la mia carriera in Fed Cup”. Con il doppio collocato a fine programma, non avrà tantissime chance di giocare a risultato non acquisito, mentre è da escludere un suo impiego in singolare. Non è mai andata oltre il numero 400 WTA, mentre oggi lo gioca per diletto. L'ultima classifica la vede in 876esima posizione. La Melichar ha ammesso che la Repubblica Ceca è nettamente favorita, anche senza Karolina Pliskova. Le padrone di casa hanno vinto cinque delle ultime sette edizioni e non perdono in casa dal 2009. Si arresero proprio agli Stati Uniti, al doppio di spareggio. Quella serie si giocò a Brno, città natale di Nicole Melichar. “Essere qui è esaltante – ha detto Kathy Rinaldi – siamo onorate di esserci e affrontiamo il match con grande umiltà. Come capitano, dirigere la seconda finale di fila è qualcosa di incredibile”. La giocatrice americana meglio piazzata, Danielle Collins, ha un ranking peggiore rispetto a quello di Kvitova, Strycova e Siniakova. Il dato, tuttavia, non spaventa le americane. “Nello sport può succedere di tutto – dice la Melichar – tutte le ragazze giocano incredibilmente bene, così come le nostre avversarie. Può andare in ogni modo. Di sicuro daremo il massimo”. La storia delle competizioni a squadre, in effetti, racconta che le classifiche sono spesso rimaste sulla carta. “Siamo favorite? Non direi – prosegue la Melichar – però sono convinta che possiamo farcela. La nostra capitana crede in noi, abbiamo una grande squadra al di là di quello che dicono i numeri. Siamo pronte a combattere”. I match inizieranno sabato alle 14, mentre la seconda giornata scatterà a mezzogiorno. Non sarà facile, ma potrebbe scriversi una storia surreale.

Si chiamava Melicharova, ma oggi è americana