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Angelique è tornata. E per le altre son dolori.

Angelique Kerber sbanca il WTA Premier di Sydney, allunga a nove match la sua striscia di successi consecutivi e ammette di non sentirsi lontana dal livello del 2016. Chi l'ha vista in campo in queste prime due settimane se n'è accorto. La scelta di cambiare coach ha funzionato, la macchina da guerra è ripartita e batterla è di nuovo un'impresa. A Melbourne può andare lontano.
Angelique è tornata. E per le altre son dolori.
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Marco Caldara
13 gennaio 2018

È incredibile pensare a come nel tennis tutto possa cambiare nel giro di poche settimane. Angelique Kerber aveva terminato il suo 2017 in lacrime, a Zhuhai, devastata psicologicamente da una stagione terribile. Si era presentata da numero uno e l’ha terminata fuori dalle prime 20, con una sola finale in un piccolo International e magari anche qualche interrogativo sul proprio futuro, perché per chi ha toccato il cielo con un dito ingoiare una delusione a settimana non dev’essere per niente facile. Ma quello che conta, adesso, è solo che il pegigo è alle spalle e Angelique è tornata la vera Kerber, quella che due anni fa si prendeva due Slam ed era l’unica valida alternativa a Serena Williams, con un mix fra solidità e intelligenza tattica fuori dal comune. Il suo tennis ha bisogno di quello: se manca la benzina la tedesca diventa una qualsiasi, persino fin troppo facile da prendere a pallate, come riuscito a tante avversarie nella passata stagione. Ma se ci sono fiducia e serenità la macchina si mette in moto: funziona il cervello, quindi le gambe, quindi il tennis, e per le avversarie son dolori. Un film già visto più volte che la tedesca è tornata (finalmente) a proiettare al WTA Premier di Sydney, conquistando l’undicesimo titolo nel Tour e confermando l’imbattibilità conservata anche durante la Hopman Cup. La 29enne di Brema aveva vinto quattro partite a Perth e se n’è prese altre cinque nel Nuovo Galles del Sud, rimontando un set sia al primo sia al secondo turno, per poi mettere il turbo. Dai quarti in avanti ha giocato col pilota automatico: 6-3 6-1 alla Cibulkova, 6-2 6-3 alla Giorgi e quindi 6-4 6-4 in finale ad Ashleigh Barty, la stessa che a fine 2017 l’aveva sbattuta fuori dall’Elite Trophy di Zhuhai, facendola scoppiare a piangere. Una settantina di giorni più tardi è cambiato tutto.

UNA RINASCITA NON CASUALE
Nel tennis l'occhio di chi guarda tende molto a focalizzarsi sui colpi, sulla potenza, sulla consistenza, sul fisico, ma ormai è principalmente un gioco mentale e il caso della Kerber lo dimostra benissimo. Un filo di appagamento per il n.1 raggiunto e la pressione portata con sé dal posto in vetta alla classifica mondiale l’avevano completamente svuotata di motivazioni, facendola piombare in una spirale negativa che l’aveva resa di nuovo una qualsiasi. Sembrava incapace di vincere, anche se in fondo i suoi colpi erano gli stessi di quando giocava tre finali Slam (vincendone due) nello stesso anno. Così nell’off-season ha deciso di cambiare tutto, per provare a riprendere la retta via smarrita. Si è affidata a coach Wim Fissette, ha sostituito un paio di membri storici del suo staff, e di colpo sembra rinata, come se nel 2017 non fosse successo nulla. Basti pensare che non vinceva un torneo dallo Us Open di due anni fa, proprio quando riuscì a conquistare la leadership della classifica WTA, ma in finale non ha avuto alcun timore. Con un break si è presa il primo set, sul 3-3 ha allungato anche nel secondo e ha chiuso tenendo la battuta a zero. “Ho giocato un tennis splendido e mi sento semplicemente alla grande – ha detto la Kerber nell’intervista post match –. Ho avuto una grande settimana e anche se la finale non è stata semplice sono riuscita a giocare il mio miglior tennis nei momenti più importanti. È molto importante vincere un titolo già nel primo torneo dell’anno, e sento di essere sempre più vicina al livello del 2016”. Se ne sono accorti tutti, ed è una cattiva notizia per le colleghe, perché per quanto mostrato sin qui “Angie” entra di diritto fra le favorite dell’Australian Open. Le due settimane di tennis già accumulate (con ben 13 incontri fra singolare e doppio) potrebbero chiederle il conto, ma fisicamente è sempre stata fra le più preparate del Tour. Andrà tenuta particolarmente d’occhio.

WTA PREMIER SYDNEY - Finale
Angelique Kerber (GER) b. Ashleigh Barty (AUS) 6-4 6-4

Angelique è tornata. E per le altre son dolori.
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