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Sascha Zverev umilia la Davis targata Kosmos

Il numero 5 ATP rifila un'altra batosta al nuovo format dell'Insalatiera: giocherà il primo turno, in Germania, con la vecchia formula. “Quello va bene, io sono contrario alla novità”. In un'intervista con il Berliner Zeitung ha parlato anche delle qualità di Lendl, degli Slam da addomesticare e del rapporto non sempre idilliaco con i giornalisti.
Sascha Zverev umilia la Davis targata Kosmos
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Riccardo Bisti
8 November 2018

C'è una nuova batosta verbale per la nuova Coppa Davis griffata Kosmos. Si sapeva che alcuni top-player non hanno alcuna voglia di giocarla, ma le recenti dichiarazioni di Alexander Zverev sono un'ulteriore picconata per l'evento voluto da Gerard Piqué. Intervistato dal Berliner Zeitung, il numero 5 ATP ha detto che probabilmente giocherà il primo turno i prossimi 1-2 febbraio, in cui la Germania ospiterà l'Ungheria presso la Fraport Arena di Francoforte. Segno che la Davis gli piace: è proprio il nuovo format a disgustarlo. “Penso che a febbraio giocherò – ha detto Zverev – non è sicuro al 100% perché dovrò vedere cosa succede nel primo mese dell'anno, però in Germania mi farebbe ancora piacere giocare. Sono contro il nuovo sistema, ma il primo turno a febbraio è uguale a prima”. Non è esattamente così, visto che i match si giocheranno al meglio dei 3 set, e la serie è compressa in due giorni. È certo, tuttavia, che il format ricordi quello storico. Zverev ha poi detto di non sapere nulla della lettera che l'ITF avrebbe ricevuto da alcuni giocatori, i quali minacciavano di boicottare la nuova competizione. “Sinceramente non ho ricevuto nessuna lettera da firmare” ha detto il tedesco, che peraltro ha inserito la Davis negli highlights del suo 2018. “È stato molto bello il match contro l'Australia, poi anche in Spagna mi sono emozionato perché siamo arrivati a un passo dal battere gli spagnoli a casa loro”.

Sascha Zverev umilia la Davis targata Kosmos

"LENDL? SE HO GIOCATO DI M...., ME LO DICE"
A inizio anno, Zverev non parla mai di obiettivi. Col senno di poi, tuttavia, ha raccontato quali fossero i traguardi che si era prefissato. “Volevo dimostrare che il 2017 non era stato un caso – racconta – ero entrato tra i top-5 ATP ma dicevano che mancavano Djokovic, Murray e Wawrinka. Quest'anno ho dimostrato che posso ancora essere lì, che posso vincere i Masters 1000. Inoltre volevo migliorare negli Slam, e ai miei occhi l'ho fatto. Per esempio, ho giocato molto bene a Parigi. Non è andata a Wimbledon, ma non mi ero potuto allenare nei giorni precedenti”. Il 2018 è stato anche l'anno in cui ha portato a termine il lungo corteggiamento con Ivan Lendl. Ha provato a convincerlo fin da marzo, poi la fumata bianca è arrivata prima dello Us Open. Quando gli hanno chiesto cosa apprezza di Lendl, non ha avuto dubbi: la sincerità: “Se ho giocato di m.... me lo dice chiaramente. Spero che sia una collaborazione lunga e di successo. Abbiamo in comune il desiderio di vincere, il resto non ci interessa. Il suo senso dell'umorismo? Lo conosco da anni, a volte è divertente, a volte no, ma è simile a mio padre e quindi ci sono abituato”. La grande popolarità, dovuta al suo ranking ATP, lo ha portato ad avere tanti obblighi, sia con la stampa che con i fan. “Sascha” dice di avere un ottimo rapporto con il pubblico, in particolare i bambini.

Sascha Zverev umilia la Davis targata Kosmos

"NON POSSO ESSERE SEMPRE DI BUON UMORE"
“Cerco di essere sempre gentile quando mi chiedono foto e autografi, mi piace il contatto con il pubblico, è giusto dare qualcosa indietro. Anche con i giornalisti cerco di essere sempre sincero, ma a volte capita di avere qualche problema. A Roma, per esempio, ho avuto qualche problema con un giornalista che non era mai contento delle mie risposte e mi sono un po' seccato. Non è che devi prendertela perché le mie risposte non ti consentono di scrivere un buon articolo. La gente deve capire che facciamo 120 conferenze stampa all'anno: non è possibile essere 120 volte di buon umore”. La stagione di Zverev non è ancora terminata: tra pochi giorni giocherà le ATP Finals a Londra. C'è stanchezza, ma il problema alla spalla sembra archiviato. “A Parigi ho avuto qualche problema, soprattutto quando dovevo giocare la seconda di servizio in kick ed estendere il braccio. Per questo ho commesso 9 doppi falli contro Khachanov. Adesso sto bene anche se sono molto stanco, un po' come tutti”. Poi sarà tempo di riposo, con un grande obiettivo: arrivare finalmente in fondo a uno Slam. “Guardate che ho avuto un problema del genere anche con i Masters 1000 – ammonisce – fino a Miami 2017 non avevo ottenuto risultati, poi mi sono sbloccato. I Masters 1000 sono nove, quindi hai più possibilità nel corso dell'anno”. Volendo credergli, è solo una questione di tempo, di stappare una bottiglia più ostica delle altre, poi saranno faville. Ce lo potrà dire soltanto il futuro.

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