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Cincinnati, semifinali: si parte alle 18 con Kvitova-Bertens

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Federer-Wawrinka, scambo da 26 colpi ad alta intensità.

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I RE DELLA TERRA DEL PRINCIPE

Non avrà mai lo stile esecutivo di Gasquet o la grazia di Federer, ma il rovescio di Dominic Thiem resta uno dei colpi più belli (e scenici) del circuito ATP. Una frustata a tutto braccio, che imprime alla pallina potenza, velocità e spin. Dopo la vittoria contro Novak Djokovic, l’austriaco ha raccolto le briciole contro Nadal, ma a occhio e croce sarà anche quest’anno il suo primo competitor sulla terra battuta. Nel 2017 l’ha sconfitto almeno una volta. Quest’anno? Chissà.
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I RE DELLA TERRA DEL PRINCIPE

Chi adora sul serio il tennis, ed è pronto a scommettere che la sua frequenza fra tornei e tv non cambierà di una virgola nemmeno nel post-Federer, farebbe comunque bene a tifare per Denis Shapovalov. Si esalta quasi esclusivamente il suo rovescio, ma il tennis del biondo canadese è interessante a 360 gradi. Sa fare bene quasi tutto, ed è anche un bel personaggio. Ha capito ciò che il pubblico vuole da lui, e prova a far contenti tutti. Avremo bisogno di lui.
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I RE DELLA TERRA DEL PRINCIPE

Oggi, i fotografi di tutto il mondo fanno a spallate per avere i posti migliori durante gli incontri di Roger Federer. Ma non per osservare da vicino uno dei più forti (il più forte?) di tutti i tempi, bensì perché lo stile di gioco del campione svizzero regala scatti meravigliosi, che nessun altro giocatore sa garantire. O forse, pensandoci bene, uno c’è. Si è capito da anni che l’etichetta di nuovo Federer era esagerata, ma in quanto a eleganza in campo Dimitrov resta il n.2.
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I RE DELLA TERRA DEL PRINCIPE

Lo scatto “cult” del torneo di Montecarlo è fatto esattamente dal lato opposto, per immortalare il mare sul quale il Centrale del Country Club sembra galleggiare come un’isola. Tuttavia, il fascino del tennis nel Principato più famoso del mondo si respira anche lasciandosi il mare alle spalle, e osservando lo stile dei palazzi e quella rocca che fa tanto montagna, quando in realtà si gioca a quattro metri dal Mar Ligure. Non sarà il torneo più comodo, ma resta il più affascinante.
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I RE DELLA TERRA DEL PRINCIPE

Per comprendere la violenza del diritto di Rafael Nadal bisognerebbe piazzarsi dall’altra parte della rete e provare a replicare, con la speranza di non smarrire la racchetta di mano, ma bastano le fotografie per capire il mix di potenza, intensità, rotazione e violenza che lo spagnolo riesce a sprigionare in un colpo solo. Il suo diritto era già devastante quando si è affacciato nel circuito, ma col tempo lo è diventato sempre di più.
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I RE DELLA TERRA DEL PRINCIPE

Sarà anche un “malato terminale”, come l’ha spesso definito Rino Tommasi, e per il momento la cura non l’ha ancora trovata nessuno (ammesso che esista), ma il doppio resta un concentrato di spettacolo che spesso il singolare non sa garantire, nemmeno con in campo i più forti giocatori del mondo. E coi giochi di luci e ombre tipici del Principato di Monaco, uniti al buon occhio del fotografo inglese Julian Finney, possono venire foto come questa.
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I RE DELLA TERRA DEL PRINCIPE

Eccola qui, la tipica foto monegasca. Coi colori del cielo che al tramonto iniziano a fondersi a quelli del mare, le luci artificiali a illuminare il Court Ranieri III durante il match più bello del torneo 2018, e il rovescio di Richard Gasquet sparato a tutto braccio contro Alexander Zverev, risulta ancora più spettacolare. Davvero difficile trovare una location più bella nel quale praticare sport, e non si parla soltanto di tennis.
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I RE DELLA TERRA DEL PRINCIPE

Gli amanti del tennis che fu continueranno a preferire una partita del fratello Mischa, che a rete ci sa stare bene e quando vuole accarezza la palla come pochi altri nel circuito, ma il vero tennista di famiglia è il giovane. Ha buttato via una finale che sembrava già sua, ma ormai è una realtà del circuito maggiore. Gli manca solo un (grosso) step nei tornei del Grande Slam, nei quali ha raggiunto appena una volta gli ottavi. È solo questione di tempo.
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I RE DELLA TERRA DEL PRINCIPE

Kei Nishikori ha dato la risposta che la sua enorme mole di tifosi si aspettava: l’infortunio al polso è stato solo un incidente, e un posto nella top-10 tornerà suo molto velocemente. Ha giocato un ottimo torneo, riproponendo sprazzi di quel tennis da Play Station che negli anni gli ha permesso di mettere in difficoltà tutti i migliori. Nadal non gli ha dato scampo, ma il primo set della finale è stato di altissimo livello. Per merito suo.
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I RE DELLA TERRA DEL PRINCIPE

È cambiato il trofeo ed è cambiato il look di Nadal, che dal bambino (o quasi) del 2005 si è trasformato nell’uomo del 2018, ma non è cambiato il nome del vincitore del Masters 1000 di Monte Carlo, che grazie alla sua collocazione in calendario è diventato l’appuntamento in cui il maiorchino stabilisce i propri record. “La Decima” nel 2017, l’undecima del 2018, che altro negli anni a venire? La sua superiorità sulla terra fa pensare che dominerà ancora. E ancora.

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